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Questa e una storia vera. . . Gli scienziati della NASA hanno

Questa e una storia vera. . .
Gli scienziati della NASA hanno costruito una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti alla velocita massima possibile contro i parabrezza degli aerei di linea, degli aviogetti militari e della navetta Space Shuttle.
Lo scopo e simulare i frequenti scontri con i volatili vaganti nell'aria per verificare la resistenza dei parabrezza.
Alcuni ingegneri britannici, avendo sentito parlare di questa
arma
, erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad alta velocita.
Sono stati presi accordi con la NASA ed il cannone e stato spedito ai tecnici britannici.
Quando l'arma e stata attivata la prima volta, gli ingegneri britannici sono rimasti impietriti mentre il pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi, spezzava in due lo schienale della poltroncina di un ingegnere e si andava ad incastrare nella parete posteriore della baracca come se fosse stato una freccia scoccata da un arco.
Gli sconvolti tecnici Britannici hanno trasmesso alla NASA i risultati disastrosi dell'esperimento e i progetti del loro parabrezza supplicando gli scienziati Americani perche dessero loro dei suggerimenti.
La NASA ha risposto con un appunto della lunghezza di una riga SCONGELATE I POLLI.

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    Tre bambini stavano scommettendo su chi di loro aveva la miglior memoria.
    Io riseco a ricordare perfettamente
    si vantava il primo
    di quando la mia mamma mi allattava.
    Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire il calore del suo seno!
    Questo non e nulla
    replico il secondo
    io mi ricordo quando sono nato, quel tunnel scuro, il dottore che mi teneva per le gambe. . .
    Immaginate che io
    rispose il terzo
    mi ricordo di essere andato ad un picnic con mio padre ed esserne ritornato con mia madre. . .
    Due carabinieri davanti allo specchio Guarda. . .
    due colleghi! Andiamo a salutarli.
    L'altro Fermo. . .
    non vedi che stanno venendo loro?