Almanacco : Santo del giorno sabato 28 marzo 2026
28 Marzo - S. Gontrano
La conversione del popolo franco al cristianesimo avvenne in modo fin troppo rapido. Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, che nel 501 aveva sposato una principessa burgunda cristiana, Clotilde, venerata come santa, dopo la vittoria di Tolbiac sugli Alemanni, aderi al Dio di Clotilde , e nel 506 ricevette il battesimo dalle mani del vescovo di Reims, S. Remigio. Sull'esempio del capo, tutto il popolo franco chiese il battesimo, provocando con questa plebiscitaria adesione una viva impressione in tutto il mondo cristiano. Gontrano, pronipote di S. Clotilde, che affiora dai secoli bui del medioevo con l'aureola della santità, non condusse, almeno in gioventù, una vita esemplare. Ripudiò la prima moglie, Veneranda, colpevole di avergli dato soltanto un erede, morto in tenera età. La seconda moglie, Merestrude, non ebbe migliore ventura: mori poco dopo insieme col figlioletto. Austrechilde, la terza moglie, gli diede due figli, che morirono entrambi giovanissimi. Da esperienze familiari cosi travagliate il re trasse la conclusione che pochi si attendevano da un temperamento rude come il suo: attribui i lutti familiari ai peccati commessi e per non cadere di nuovo nella tentazione di mutare moglie onde avere un erede, adottò il piccolo Chieldeberto, orfano di un suo fratello. Gontrano infatti aveva tre fratelli, a ognuno dei quali era toccata in eredità un bella fetta di regno franco. Spartire in quattro parti un regno vuol dire condannarlo a ingloriosa fine, divorato dal potente vicino. Di ciò si erano resi conto anche i quattro nipoti del grande Clodoveo, che tra congiure, assassinii e incidenti vari finirono per eliminarsi a vicenda, a tutto beneficio dell'unico sopravvissuto, che è proprio il santo che oggi celebriamo. Egli ebbe modo di dar prova della sua magnanimità, perdonando addirittura ai sicari che le cognate avevano prezzolato per sopprimerlo; e diede prova di lealtà verso la Chiesa, rispettandone l'autorità nella persona dei suoi vescovi; di generosità con le varie istituzioni ecclesiastiche, promuovendo l'insediamento di monasteri e l'erezione di nuove chiese. Promosse l'istruzione del popolo, instaurando un periodo di pace e di prosperità, grazie al quale i sudditi dimenticarono i suoi giovanili trascorsi, per il cui condono da parte della divina misericordia S. Gontrano orientò gli ultimi anni della sua vita a opere di spirituale edificazione, con digiuni e preghiere che gli valsero pure l'aureola della santità. Mori nel 593, quasi settantenne.
La conversione del popolo franco al cristianesimo avvenne in modo fin troppo rapido. Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, che nel 501 aveva sposato una principessa burgunda cristiana, Clotilde, venerata come santa, dopo la vittoria di Tolbiac sugli Alemanni, aderi al Dio di Clotilde , e nel 506 ricevette il battesimo dalle mani del vescovo di Reims, S. Remigio. Sull'esempio del capo, tutto il popolo franco chiese il battesimo, provocando con questa plebiscitaria adesione una viva impressione in tutto il mondo cristiano. Gontrano, pronipote di S. Clotilde, che affiora dai secoli bui del medioevo con l'aureola della santità, non condusse, almeno in gioventù, una vita esemplare. Ripudiò la prima moglie, Veneranda, colpevole di avergli dato soltanto un erede, morto in tenera età. La seconda moglie, Merestrude, non ebbe migliore ventura: mori poco dopo insieme col figlioletto. Austrechilde, la terza moglie, gli diede due figli, che morirono entrambi giovanissimi. Da esperienze familiari cosi travagliate il re trasse la conclusione che pochi si attendevano da un temperamento rude come il suo: attribui i lutti familiari ai peccati commessi e per non cadere di nuovo nella tentazione di mutare moglie onde avere un erede, adottò il piccolo Chieldeberto, orfano di un suo fratello. Gontrano infatti aveva tre fratelli, a ognuno dei quali era toccata in eredità un bella fetta di regno franco. Spartire in quattro parti un regno vuol dire condannarlo a ingloriosa fine, divorato dal potente vicino. Di ciò si erano resi conto anche i quattro nipoti del grande Clodoveo, che tra congiure, assassinii e incidenti vari finirono per eliminarsi a vicenda, a tutto beneficio dell'unico sopravvissuto, che è proprio il santo che oggi celebriamo. Egli ebbe modo di dar prova della sua magnanimità, perdonando addirittura ai sicari che le cognate avevano prezzolato per sopprimerlo; e diede prova di lealtà verso la Chiesa, rispettandone l'autorità nella persona dei suoi vescovi; di generosità con le varie istituzioni ecclesiastiche, promuovendo l'insediamento di monasteri e l'erezione di nuove chiese. Promosse l'istruzione del popolo, instaurando un periodo di pace e di prosperità, grazie al quale i sudditi dimenticarono i suoi giovanili trascorsi, per il cui condono da parte della divina misericordia S. Gontrano orientò gli ultimi anni della sua vita a opere di spirituale edificazione, con digiuni e preghiere che gli valsero pure l'aureola della santità. Mori nel 593, quasi settantenne.

