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Affondo di Obama

"I candidati repubblicani? Un disastro"

Finora il presidente aveva accuratamente evitato di parlare dei suoi potenziali sfidanti, e la sua dura critica era incentrata soprattutto sulla deriva ostruzionistica del Grand Old Party. Ora che la sua campagna elettorale e' ufficialmente iniziata Obama alza il tiro.

 
All'Università del Michigan

All'Università del Michigan

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Washington, 27-01-2012

I candidati repubblicani? "Un grande disastro". Il presidente americano, Barack Obama, stavolta entra a gamba tesa nella competizione elettorale e per la prima volta attacca direttamente i suoi potenziali avversari, citandoli uno per uno: Mitt Romney, Newt Gingrich e Rick Santorum.

Finora il presidente aveva accuratamente evitato di parlare dei suoi potenziali sfidanti, e la sua dura critica era incentrata soprattutto sulla deriva ostruzionistica del Grand Old Party. Ora che la sua campagna elettorale e' ufficialmente iniziata - col tour de force in cui ha toccato cinque Stati in tre giorni - Obama alza il tiro, e spara direttamente su un gruppo di avversari impegnati piu' a farsi la guerra tra loro che a colpire l'attuale inquilino della Casa Bianca.

L'occasione gliela da un'intervista televisiva alla Abc, fatta a Las Vegas, in Nevada, uno degli Stati visitati dal presidente questa settimana. "Abbiamo una prova sulle teorie di Romney, Gingrich o Santorum. Le abbiamo provate per dieci anni, ed e' stato un grande fallimento", afferma Obama che non ha dubbi: "Chiunque vincera' le primarie repubblicane sara' alfiere di una visione del Paese che non riflette chi sono davvero gli americani".

Al presidente non e' andato giu' come giorni fa lo ha dipinto l'ex speaker della Camera Gingrich: "Il presidente dei buoni pasto". "Innanzitutto - puntualizza Obama - l'incremento nel numero di americani che hanno diritto ai buoni pasto e' avvenuto sotto il mio predecessore. Inoltre - attacca il presidente - quando si deve fare i conti con un crollo tremendo dell'economia che provoca la perdita di otto milioni di posti di lavoro, le persone hanno bisogno di sostegno da parte del governo".

Dunque, nessun assistenzialismo fine a se' stesso. Obama - in vista dell'Election Day del 6 novembre - appare molto piu' sicuro di qualche mese fa, quando confidava di non essere certo della rielezione, e il suo incubo era quello di passare alla storia come il presidente di un solo mandato.

Oggi sembra molto piu' determinato: "Lottero' con tutte le mie forze per il secondo mandato - ha detto - perche' oggi come oggi sono il miglior presidente possibile e il Paese ha bisogno di questo. E voglio proseguire il cammino che permettera' di riportare in vita il sogno americano".

E mentre i repubblicani non hanno ancora scelto chi lo sfidera', Obama rafforza ancora di piu' la sua posizione grazie ai dati sul pil, cresciuto nell'ultimo trimestre del 2011 del 2,8% e nell'intero anno dell'1,7%. Due dati leggermente inferiori alle attese ma che - insieme a una ripresa dell'occupazione - mostrano che una inversione di tendenza e' in atto. Non a caso per la prima volta in sette mesi sono di piu' gli americani che approvano l'operato del presidente di quelli che lo criticano. E nei sondagggi Obama appare sempre in vantaggio su Romney, ma soprattutto su Gingrich.

Di fronte alle incertezze degli avversari, il presidente in questi giorni appare aver ritrovato un antico vigore, andando in giro per il Paese a spiegare il suo piano per un'America piu' giusta. "Dobbbiamo ridurre il nostro deficit e c'e' chi vuole tagliare le tasse per il 2% degli americani piu' ricchi. Non è giusto, non ha senso", ha detto parlando agli studenti della Michigan University, a cui ha fatto una promessa: "Faro' pressioni sui college e le universita' perche' facciano di tutto per tagliare le rette". L'obiettivo e' quello di raddoppiare in pochi anni gli studenti iscritti.

 
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