Roma, 04-09-2010
Nessuno dei due fratellini originari del Burkina Faso che ieri sono caduti nelle acque del Lago d'Iseo a Marone (Brescia) ce l'ha fatta. E i medici che hanno fatto il possibile per salvarli ora non si danno pace.
Nella notte, anche Zenabo, 8 anni e' morta agli Ospedali Riuniti di Bergamo, mentre ieri aveva cessato di battere il cuore di suo fratello Abocut, 6 anni. Non sono serviti, quindi, gli sforzi dei soccorritori del 118 di Brescia e Bergamo. Troppo gravi le lesioni cerebrali riportate in quei lunghissimi minuti d'asfissia dopo che i due piccoli erano scivolati in acqua mentre giocavano lungo uno scivolo per il rimessaggio delle barche. Inutili anche gli sforzi di chi aveva per primo soccorso i due bambini: una coppia di turisti tedeschi e un medico della zona.
Rimane il rammarico di chi per lavoro salva la vita degli altri e, in questa occasione, non ci e' riuscito. "Ci siamo alzati in volo da Brescia alle 16,20 esatte - racconta all'ANSA Angela, il medico del 118 di Brescia che per primo e' arrivato a Marone -. Ho tenuto d'occhio l'orologio per avere un'idea di quanto tempo i bambini sarebbero rimasti in arresto cardiaco. Alle 16,36 eravamo a Marone e l'elicottero e' atterrato a pochi metri dal luogo della disgrazia".
"Erano entrambi in arresto cardiaco - prosegue il medico - e io mi sono dedicata al piu' piccolo, mentre gli infermieri si sono occupati della bambina. Dopo 20 minuti il cuore del bambino e' ripartito. E ho sentito anche il polso, cosa che mi ha dato un po' di speranza. A quel punto c'era la certezza che sangue ossigenato stava circolando". C'erano, pero', anche i danni cerebrali che si sono verificati fatali nelle ore successive. I medici dell'ospedale di Bergamo hanno chiesto sia eseguita l'autopsia sul corpo della piccola.
A Marone il dolore e' grande e si e' attivata anche l'amministrazione comunale. Il comune sembra intenzionato ad aiutare la famiglia nelle spese per i funerali e per il trasporto delle salme in Burkina Faso, dove attualmente si trova il padre dei bimbi.
La tragedia di Marone ricorda per certi versi quella che accadde tre anni fa a Milano quando due cuginetti egiziani - che avrebbero dovuto compiere entro quell'estate sei e sette anni - annegarono nelle acque dell'Idroscalo. Giunti al lago artificiale insieme ai familiari per una giornata di svago all'aria aperta, i due piccoli - Hamad e Omar Khamis - si erano allontanati dai genitori ed erano stati ritrovati senza vita, dopo alcune ore di ricerche da parte delle forze dell'ordine e dei sommozzatori dei vigili urbani.