Roma, 03-09-2010
"Non c'e' reato piu' grave oggi in Italia che trattare male la scuola. Reato, perche' fa quasi piu' effetto, in quest'era giudiziaria, ma si dovrebbe chiamare offesa, ingiustizia, peccato, ignominia".
Lo scrive su Avvenire il poeta, drammaturgo e scrittore Davide Rondoni, che firma un editoriale assolutamente bipartisan sulla vertenza di questi giorni. "Ministro o sindacalista, docente o amministrativo che sia", chi "usera' della scuola per terreno di scontri, di difese di rendite di posizione, di consenso politico e altre piccinerie, vorrei - confida l'intellettuale cattolico- che fosse condannato ad andare davanti al plotone di esecuzione".
Ci vorrebbe, secondo Rondoni, "un plotone immenso, composto dai nostri bambini e ragazzi" che "con le armi della loro infanzia e giovinezza eseguissero la condanna: pistole ad acqua, elastici, schioppi di legno o mitragliette con i suoni elettronici d'ultima generazione, qualche pernacchietta e altri lazzi e battute. Sono sicuro che a far le cose come si deve, il plotone coi cappellini colorati, gli zaini (sempre troppo pesanti), le chewin-gum e tutto il resto starebbe schierato dalla mattina alla sera".
Il tema dell'editoriale e' la centralita' della formazione, compito primario della societa': "non si guardi - chiede Rondoni sul giornale della Cei - ad altri interessi" che a quelli degli allievi. "Non si sfrutti - continua - il loro nome per richieste e pretese, per quanto comprensibili. Non si faccia carriera sulla loro pelle". L'articolo ricorda anche i termini della attuale controversia.
"Ci sono, come ogni anno - riassume Rondoni - annunci e problemi. La signora Ministro ha affrontato con gagliarda e dunque controversa volontà riformatrice sia l'Università che la Scuola. Una partita personale e politica su cui sta scommettendo molto. E mentre in Università le riforme si sono accavallate e ora se ne aspetta una un po' ordinata e di prospettiva, d'altra parte nella Scuola molti interessi corporativi, molti problemi lasciati per strada, molte iniziative frammentate rendono difficile da sempre un vero disegno riformatore.
La situazione dei precari, l'apertura di nuovi posti e altri irrisolti nodi (come quello del trattamento riservato alle scuole pubbliche non statali) rende anche quest'anno il panorama dell'avvio confuso e non privo di ombre".
"Speriamo - conclude - che prevalga in tutte le parti la buona volontà di salvaguardare l'essenziale. cioè il servizio da rendere a loro, i nostri cerbiatti, o come dice un'antica storia delle foreste, i nostri 'bambini giaguaro', figure che intervengono a rinnovare il mondo. Sono loro che dobbiamo tutti servire, senza cedere alla faziosa difesa di interessi particolari, senza vedere nella scuola il luogo del confronto politico partitico, o della difesa di corporativismi che spesso han bloccato e bloccano l'Italia".
Polemica con la Gelmini? Il giornale smentisce
"Il mio editoriale sull'Avvenire di oggi non era rivolto contro il Ministro Gelmini o contro qualcuno tra i tanti adulti impegnati nella scuola".
E' quanto afferma in una dichiarazione Davide Rondoni, autore oggi di un editoriale pubblicato da Avvenire sulla situazione della scuola.
L'editoriale "era piuttosto un invito rivolto a tutti, ai politici, come agli insegnanti, stabili o precari che siano, e anche ai sindacalisti a tenere bene a mente qual e' lo scopo della scuola: i nostri figli. Vedo che paradossalmente il mio invito a non strumentalizzare la scuola e' gia' stato strumentalizzato".